domenica 7 dicembre 2014

Ristoranti col camino

La Sosta, Brescia
Il camino è ormai l'oggetto del desiderio dei prossimi mesi, anche al ristorante. 

LA SOSTA (Brescia)
In questo ristorante s'incontra il mondo della finanza e della politica cittadina. Il patron Aldo Mazzolari, ogni giorno da il benvenuto ai suoi opsiti tra tavole apparecchiate e mura seicentesche dove un tempo sostavano le carrozze che da Venezia andavano a Milano. Un grande camino domina la scena della sala più piccola. E' la saletta del fuoco, con antiche credenze, un grande lampadario d'epoca e un bellissimo salottino. Dalla cucina escono i piatti dello chef Enzo Colombo. 

MALGA PANNA (Moena, Trento)
Malga Panna, Moena (Trento)
La cucina è contemporanea e i prodotti sono della trasformazione trentina: in una raffinata atmosfera di montagna, circondati dalla natura della Val di Fassa, i piatti del giovane chef  Paolo Donei (stellato Michelin), sono un inno ai sapori della terra. La sua cucina, si gusta a Malga Panna, vicino a Moena. Il tavolo migliore? Accanto al camino in pietra con travi a vista, oggetti contadini e una vetrata che guarda i boschi.

TAGIURA (Milano)
Qui ci si accomoda davanti a un fuoco, anzi due, sempre accesi. Nella Sala Rossa, c'è un solido camino e in quella chiamata Affresco, d'ispirazione settecentesca, uno più piccolo. I mobili sono antichi e la cucina segue la storia gastronomica del Nord Italia: minestra di fagioli di Pigna e carciofi e una carrellata di bolliti misti, speciali d'inverno, con buio umido fuori e il tepore casalingo all'interno.

COLLETTO (Bergamo)
Colletto, Adrara San Martino
Tavoli alla francese, ambiente rustico chic in una casa padronale costruita tra filari di viti, boschi e oliveto. Intorno all'agribio ci sono le colline che segnano il confine tra Bergamo e Brescia. Le regole sono quelle della sostenibilità ambientale e la cucina capace di esaltare i prodotti locali, a chilometro zero, con creatività. I Piatti dello chef  Michele Lasco vengono serviti in un'elegante sala dove ogni dettaglio è curato. Anche il camino. Quasi un oggetto di design, è sospeso da terra con alle spalle, come una quintina teatrale, una parete di ceppi in legno sistemati a incastro.

MOLIN VECIO (Caldogno, Vicenza)
Il mulino è del 1520 e la sua ruota ancora funziona, spinta dalle acque delle Risorgive. Intorno, un giardino con piante da frutto dimenticate e l'orto officinale, con cento diversi tipi di erbe aromatiche e fiori gourmand che puntualmente lo chef usa nei suoi piatti d'ispirazione vicentina. Nelle sale stile rustico di campagna, stufa a legna e un grande camino per scaldarsi alle sue fiamme nelle sere d'inverno. 

POSTE VECIE (Venezia)
Poste Vecie, Venezia
Si chiama così perché un tempo ospitava l'ufficio postale, ma dal 1500 propone ai suoi ospite un tipica cucina veneziana. Alle sue tavole si è seduto pure Casanova. Dare soddisfazione al palato è la missione di questo ristorante, unico all'interno del mercato del pesce di Rialto. A far da contrappunto al gusto l'ambiente: sale con affreschi del Cherubini che rappresentano i vizi capitali e il calore di camini d'epoca che ancora oggi funzionano. 

ANTICHI SAPORI (Parma)
Nella campagna alle porte di Parma, c'è una saletta arredata come fosse il salotto di casa: vecchie credenze, piccoli oggetti e un tavolo vicino al camino. La trattoria Antichi Sapori è un indirizzo del buongusto e di conviviale cordialità, quella tipica emiliana. La pasta si tira a mano e i profumi che accompagnano ogni portata sono quelli di una volta. 

LA NOCE (Modena)
La Noce, Modena
Caratterizzano  questa azienda verdure e farro biologico dell'orto, un museo rurale, botti di balsamico e un vigneto antico con uva lambrusca. All'Azienda Agrituristica Poggio La Noce Ivana Muzzarelli si muove tra pentole e fornelli del ristorante di fronte all'Acetaia. Il suo menù è a chilometro zero e si ordina in una saletta con camino. E se tra un boccone e l'altro il sonno coglie l'ospite impreparato, c'è una suite nell'antico mulino.

POVERO DIAVOLO (Torriana, Rimini)
Andana Resort, Grosseto
Dalla Rimini bastano solo venti minuti per trovarsi in un'altra dimensione. Fortezze, castelli e antichi borghi. A Torriana, per esempio: uno sperone di roccia, la rocca e l'Osteria del Povero Diavolo, nota per la sua accurata ricerca tra le ricette antiche rivisitate dall'estro contemporaneo di Piergiorgio Parini, giovane chef di grande talento. Bellissime le sale del ristorante: porte incise firmate da Tonino Guerra, piccoli dettagli e un bel tavolo di legno nella sala con camino, sempre scoppiettante quando fuori è freddo.

LA VILLA (Castiglione della Pescaia, Grosseto)
Nella Maremma grossetana l'Andana Resort di Alain Ducasse è un tempio del gusto. All'interno, il ristorante la Villa, elegante, ma non formale: l'atmosfera è quella calda di una casa. In cucina si rispettano le tradizioni del territorio e si punta alla semplicità, miscelando alta tecnica francese e nobiltà della materia prima toscana, dove i sapori delicati e sapidi del mare si affiancano a quelli decisi della terra.

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