mercoledì 10 agosto 2016

Grecia: la magia di Folegandros

Elegante e car free: è la meta perfetta per una fuga a due. E' romantica perché autentica. Anche dopo anni di turismo. Ma il suo è un turismo particolare, in cerca di bellezza, di architetture pure come quelle di Chora, tra i borghi più armoniosi di Grecia. Certo, bisogna apprezzare i paesaggi wild. Le spiagge da raggiungere in caicco (d'estate), altrimenti a piedi, tra mulattiere e profumi di salvia selvatica. Un'isola dove la cucina è schietta: pesce, verdure dell'orto, teglie di coniglio al forno.
Hotel Anemi
Onar Suite
Un tempo a Folegrandos ci portavano i dissidenti del regime: oggi è la meta di coppie in cerca di relax, quiete, atmosfere ricercate. Gli hotel, poi, sono da sempre pieni di charme, con le terrazze che guardano il mare o la campagna aspra di cardi e fichi d'india. Non lusso ostentato, ma ambienti minimal chic dove elementi di colore stemperano il bianco e gli accenti di design. Ultimo nato, l'hotel Anemi, comodo perché vicino al porticciolo da cui salpano le spiagge per le barche. Il total withe delle camere è interrotto da una sedia turchese, un infisso color oliva, un quadro pop. Qui si fa yoga, gli ingredienti dei piatti sono certificati e si può scoprire che finalmente i greci stanno imparando a fare buoni vini. Sempre vicino al porto, le tre Onar Suite sembrano studiate per una fuga n due: vista cielo mare, cascate di drappi bianchi sui letti king size, colori grigio perla e acqua marina. Ci sono anche le belle ville di Attikasa Classic Escapes, a 400 metri dal porto: giardino di 300 metri quadrati, pergolato per zanzare, soggiorno con cucina a vista e, al piano superiore, la camera. L'arcadia chic è lo stile delle Themonies Suites e Villas, pareti e verande in pietra, candelabri di ferro, spighe di lavanda.  E terrazze simili a cortili che guardano sulle geometrie bianche di Chora. E' il centro della vita questo borgo fortificato, car free nei suoi viali lastricati dai soldati italiani, il kastro eretto contro i pirati da Marco Sanudio, duca veneziano di Nasso, e Paros nel 1200.
To Goupi
La "cartolina" del villaggio sono le case degli infissi pastello e i gradini bianchi che salgono alle porte d'ingresso: secondo la Cnn, ha lo stesso fascino di Santorini, ma senza la folla impenetrabile. Eppure e qui ci si ritrova tutti alla sera, per aperitivo, cena, movida nei music bar.
Papalagi
Per i classici happy hour alla greca, ouzo & meze (polpette di formaggio, polpo grigliato, calamari) si va da To Goupi. Per una cena tradizionale si spera di trovare un posto libero da Piatsa: coniglio e frittelle di verdura. Frequentata al mattino per la colazione servita nelle ceramiche bianche e azzurre di Lisbet Schou Giouri, l'anfitriona danese, insieme al marito Takis, Eva's garden è l'indirizzo più elegante: tavole sotto cascate di buganville, piatti ben presentati (carne, purea di fave, risotti all'aragosta).
Ano Meria
Il rendez-vous degli italiani è Caffé dei viaggiatori: l'espresso è come si dive, gli aperitivi, dallo spitz alle focacce, hanno il sapore di casa e, stuzzichini a parte, si mangia bene. In auto, in caicco (dal porto di Karavostassis) o in un'oretta di cammino da Chora si guadagna la spiaggia di Eghiali (o Agali), sabbia, ciottoli, le taverne di Agali e Pasithe. Più tranquilla Aghios Nikolaos, che si raggiunge in taxi boat da Eghiali o scollinando lungo il sentiero: acqua azzurra, sabbia, tamerici. E il pesce fresco di Papalagi, aperto anche alla sera. L'acqua è smeraldo a Livadaki, chiusa tra rocce e scoglietti in mare, ben protetta dal meltemi. Sei chilometri separano Chora da Ano Meria, il borgo più bucolici di Folegandros, un nastro di themenias, le case coloniche che si snocciolano lungo il costone tra campi di orzo e grano. E' un'esperienza affrontare tutto il percorso a piedi godendosi scorci di costa, terrazze coltivate e contadini a dorso d'asino, per poi riprendere fiato da Mimi's, una taverna che c'è da sempre, con i suoi polpi appesi e piatti di matsata, pasta fresca con ragù di galletto, capra e coniglio. E godersi la pace di certe sere d'estate, quando persino il finire delle cicale ha il suono del silenzio.




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