lunedì 4 aprile 2016

Villa Oplontis

Calidarium
La dimora di Poppea. L'ambiziosa e crudele moglie di Nerone, passata alla storia per i suoi intrighi durante la scalata al potere, si fece costruire nel I sec. una lussuosa villa ad Oplonti, suo rifugio prediletto. Dato che il denaro non era un problema, la volle magnifica a pianta elaborata; dalle dimensioni grandiose e con affreschi di altissima qualità.
Comprendeva due giardini: il primo con diverse statue in marmo e il secondo con un colonnato su tre lati. A ovest c'erano l'atrio, la cucina, il triclinium (la sala da pranzo) e due saloni decorati splendidamente con scene di pavoni, maschere teatrali e divinità.
Ovviamente non poteva mancare l'area delle terme, con il calidarium, dipinto con il mito di Ercole nel giardino delle Esperidi, né la piscina, bordata di statue e circondata da alberi da frutto. La villa, sepolta nell'eruzione del Vesuvio, era disabitata al momento del cataclisma, quindi non vi è stato trovato nessun reperto umano. Gli scavi del sito furono avviati nel' 700, ma solo nel 1964 venne alla luce l'edificio in tutta la sua bellezza e iniziarono consistenti restauri. L'area circostante, che comprendeva l'abitato, un quartiere suburbano di Pompei e le altre villae d'otium, non è stata ancora esplorata del tutto.

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