mercoledì 30 novembre 2016

Capodanno sul Tamigi

Undici minuti, 10 mila esplosioni, 14 pontili, 3 zattere, mezzo milione di volti alzati verso il cielo per ammirare lo spettacolo. 
A Londra i fuochi d'artificio della notte di San Lorenzo sono uno degli eventi più attesi dell'anno.
Tanto che, dal 2014, per regolamentare l'afflusso degli spettatori, oltre 500 mila lo scorso anno, lo spettacolo non è più aperto a tutti, ma limitato a 100 mila che riescono ad acquistare il biglietto (london.gov.uk/nye.).
Una soluzione dettata da questioni di sicurezza che rende la partecipazione più complicata, ma non impossibile. Basta sapersi organizzare. E scegliere la location migliore per ammirare le pirotecniche composizioni che al di fuori del "recinto paganti". Dato che i fuochi d'artificio si tengono di fronte all'Houses of Parliament a al Big Ben e davanti alla London Eye, le rive del Tamigi e i ponti sono sicuramente le postazioni migliori. 
Dato che il Millenium Bridge, il ponte pedonale che collega la cattedrale di St. Paul con la Tate Modern, è fuori dall'area riservata, un buon espediente potrebbe essere quello di andare a visitare le collezioni del museo e, dopo le 18, orario di chiusura, fermarsi sul ponte o le banchine fluviali. Lo stesso discorso vale per Tower Bridge e le zone intorno a Bank, Mansion House e Cannon Street. Va da sé che è necessario coprirsi, munirsi di thermos con bevande calde e bottiglie di champagne per essere pronti a brindare allo scoccare della mezzanotte. 
Altre zone da cui si vedono i fuochi, molto meno centrali e per questo più amate dai londinesi, sono Parliament e Primrose Hill e, per certi versi, Greenwich. Grandi schermi si trovano intorno a Trafalgar Square, dove è tradizione festeggiare il nuovo anno con un tuffo nella fontana. 
A differenza di altre città, a Londra il 1° gennaio è una giornata straordinariamente attiva. A mezzogiorno prende infatti il via la New Year's Day Parade, una parata che da Piccadilly a Parliament Square coinvolge più di 10 mila artisti, provenienti da 20 Paesi, e oltre 500 mila spettatori. L'evento è gratuito (tranne le tribune a pagamento) e può essere seguito lungo Piccadilly, a Trafalgar Square e Whitehall. 




venerdì 11 novembre 2016

Consigli pratici: come arrivare a Londra

Londra è servita da ben cinque aeroporti, collegati ogni giorno da voli diretti a molte città italiane. 
HEATHROW (www.heathrow.com) è il principale scalo, nonché uno dei più importanti aeroporti al mondo. Sorge circa 30 km a ovest dal centro e ha 5 terminal connessi fra loro. 
Due linee ferroviarie lo collegano alla centrale stazione London Paddington: 
-  Heathrow Express (www.heathrowexpress.com) percorre la tratta in 15 minuti;
- Heathrow Connect (www.heathrowconnerct.com) impiega 30-50 minuti ma effettua molte fermate intermedie. (biglietti a partire da 10,10 £ a tratta, circa 14 €).
L'aeroporto è servito anche dalla linea Piccadilly della metropolitana. Biglietto fino in centro (zona 1): 5,70 £, circa 8 €.
I pullmann National Express (www.nationalexpress.com) effettuano corse dall'aeroporto al centro di Londra. Durata del tragitto: circa 50 minuti. Biglietti a partire da 7 £ a tratta, ovvero 10 €; a/r da 12 £, cioé 17 €.
easy Bus (www.easybus.com) offre un servizio analogo a tariffe molto convenienti. Durata del tragitto: 30-60 minuti in base alla destinazione; biglietti on line a partire da 1 £ a tratta, ovvero 1,50 €.
GATWICK (www.gatwickairport.com), 45 km a sud di Londra, è formato da due terminal. Si arriva in città con i treni 
- Gatwick Express (www.gatwickexpress.com), biglietti da 17,70 a tratta, equivalenti a 25 €; - Thameslink (www.thameslinkrailway.com), biglietti da 10,20 £, circa 14,50 €;
- Southern (www.southernrailway.com), biglietti da 15,30 £ a tratta, ovvero 21,50 €.
Oppure si può optare per i pullman easybus e National Express che raggiungono rispettivamente la stazione di Waterloo e Victoria in 1 ora/1 ora e 30; tariffe da 2 £, circa 3 €.
STANSTED (www.stanstedairport.com), 48 km da Londra in direzione nord est, è destinato principalmente alle compagnie low cost. I treni Stansted Express (www.stanstedexpress.com) arrivano a Londra in circa 40 minuti; biglietti da 8 £ a tratta (11 €). Oltre a easy bus e National Express anche i pullman Airport Bus Express (www.airportbusexpress.it) e Stansted City Link (www.stanstedcitylink.co.uk) offrono corse per diverse destinazioni in città (1 ora - 1 ora e 40) con tariffe da 7 £, circa 10 €.
LUTON (www.london-luton.co.uk/it) si trova a circa 55 km a nord di Londra. Una navetta collega il terminal alla stazione ferroviaria di Parkway, interna all'aeroporto, in circa 5 minuti (1,50 £, ossia 2 €; possibilità di biglietto scontato navetta+treno). I treni East Midlands (www.eastmidlandstrain.co.uk) e Thameslink raggiungono la stazione di Londra St. Paneras in 25-40 minuti (biglietti a partire da 11 £, cioé 15,50 €). Si può scegliere tra i pullman Green Line (www.greenline.co.uk), National Express o easy bus per raggiungere la Victoria Station o una delle numerose fermate intermedie. Il tragitto complessivo dura circa 1 ora e 20 minuti. Biglietti a partire da 2 £, circa 3 €.
LONDON CITY (www.londoncityairport.com), è l'aeroporto più centrale di Londra e il più recente. Dista solo 11 km dalla City, il distretto finanziario. I treni della DLR-Docklands Light Railway (www.gov.uk/modes/dlr), ferrovia locale gestita dall'azienda dei trasporti urbani, garantiscono il collegamento più veloce, in circa 7 minuti si raggiunge la più vicina fermata della metropolitana. Si circola con normale biglietto dei trasporti pubblici valido per la zona 3. Raggiungono gli aeroporti anche gli autobus 473 e 474 del trasporto pubblico (www.tfl.gov.uk).
In taxi le tariffe si aggirano sulle 25-35 £ (35-50 €) in base alla destinazione.



venerdì 28 ottobre 2016

Oasi Zegna

Bosco del Sorriso
Un percorso immerso nella natura tra abeti e betulle per rigenerare i sistemi immunitario e nervoso, con sedici alberi in posizioni strategiche, capaci di agire attraverso la loro energia nello spazio circostante secondo il progetto monitorato con l'innovativo metodo Bioenergetic Landscape. Il Bosco del sorriso, percorso ad anello che misura meno di 5 chilometri, cura l'anima e aiuta il corpo, l'abete bianco rinforza il sistema immunitario e cardiocircolatorio mentre la betulla rinforza il sistema linfatico e quello nervoso. Percorrere questo cammino esperienziale tra abeti, faggi e le betulle, avvolti da odori e suoni della natura incontaminata dell’Alta Val Sessera, aiuterà a ritrovare molto benessere interiore.
Enduro Day
Il tragitto ad anello, che parte dal Bocchetto Sessera si estende per 4,8 km. E' facile e per tutti; all'inizio del percorso è possibile ritirare la chiave dell'Eremo di Maria, un luogo contemplativo che si trova lungo il cammino.  Anche per i bambini, che non dimentichiamo saranno gli adulti di domani, visitare il Bosco del Sorriso è un’esperienza unica che di sicuro non dimenticheranno. A loro sono dedicate tre suggestive aree di sosta allestite con sedute in pietra e grandi libri in legno di cedro profumato, sui quali si possono leggere le Favole del Bosco inspirate alla filosofia steineriana e ai tre alberi più diffusi in quei luoghi.
L'Oasi Zegna è un'area montana protetta ad accesso libero tra Trivero e la Valle Cervo, nel Biellese, estesa su una superficie di circa 100 Km su quindici comuni, distribuita in quattro comunità montane, attorno ai primi 26 km della strada "Paoramica", progettata per appassionati di natura, amanti della montagna, sportivi, giovani e famiglie con proposte studiate da operatori sportivi e culturali e dalle strutture recettive dell'area riuniti in un Consorzio Turistico che opera per la promozione del territorio e delle sue peculiarità.
Le sue radici risalgono agli anni trenta quando l’imprenditore tessile, Ermenegildo Zegna diede vita a un’imponente opera di valorizzazione ambientale attorno a Trivero (Biella), tutt’oggi sede del Lanificio Ermenegildo Zegna.  Oltre  alla costruzione di case per i dipendenti e di un Centro dedicato alla salute, alla formazione, allo sport e al tempo libero dei suoi concittadini, il progetto comprendeva la riforestazione  delle pendici della montagna con 500.000 tra conifere, rododendri e ortensie e la costruzione  di una strada, la "Panoramica Zegna", che consentisse alla popolazione locale e ai turisti di godere dell'ambiente naturale montano.
Il parco naturale dell’Oasi Zegna, situato nelle Alpi Biellesi in Piemonte, si sviluppa intorno alla strada Panoramica Zegna, partendo da Trivero in tre aree ciascuna con particolari caratteristiche ambientali.
LA VIA DEI RODODENDRI
E’ l’area “giardino” dell’Oasi Zegna realizzata negli anni ’50 a ridosso del Lanificio Ermenegildo Zegna. Dopo l’intervento dell’illustre architetto paesaggista fiorentino Pietro Porcinai alla fine degli anni Sessanta è stata ampliata da Paolo Pejrone. Il risultato e un’esplosione di fiori (rododendri e ortensie tra maggio e giugno) e di vegetazione variegata sulle pendici della montagna.
LA VIA DELLE BOCCHETTE
E’ la parte media più ad alta quota della Panoramica Zegna. Al centro si trova Bielmonte, il cuore dell’Oasi Zegna, località turistica nata negli anni ’50. Sul versante nord si raggiunge attraverso le “Bocchette” l’Alta Valsessera, la zona più selvaggia e incontaminata dell’Oasi Zegna.
LA VIA DELLA SIENITE
E' la parte bassa montana che si affaccia sul Torrente Cervo. Ricca di valenze geologiche e di borghi ancora intatti offre uno spaccato genuino della vita di media montagna. La vegetazione presenta caratteristiche alpine con paesaggi modellati dal torrente Cervo. Caratteristica la Sienite, roccia magmatica formatasi oltre 30 milioni di anni fa lavorata tutt’oggi dagli artigiani locali con i loro scalpellini.




domenica 23 ottobre 2016

Cerreto: riaprono i bagni dell'Eneide

Vasca delle fate
Rinascono in Valnerina, a pochi chilometri da Spoleto, gli antichi bagni di Triponzo. Noti già ai romani per le proprietà curati delle acque sulfuree che sgorgano da 18 sorgenti, e menzionati da Virgilio nel VII libro dell'Eneide, i bagni risorgono oggi nelle Terme di Cerreto di Spoleto, tornando fruibili dopo ben 25 anni di abbandono.
Fonte di Virgilio
Ritornano agli antichi splendori grazie all'impegno congiunto del comune di Cerreto, delle regione Umbria e della famiglia Modestia, titolare dell'impresa Arcos di Viterbo, che ha creduto nel progetto e, investendo circa 900 mila euro, ha acquistato il diritto di gestire le terme per 20 anni. I lavori hanno permesso di riportare all'originaria bellezza un vero e proprio parco termale e del benessere che si estende su un'area di 50 mila metri quadrati, dove le acque di color verde smeraldo, dalla temperatura di 31 gradi, vengono utilizzate in quattro grandi vasche, tre interne e una esterna. Da quella esterna, chiamata Fonte di Virgilio, si gode il panorama della zona limitrofa al fiume Nera. La struttura, che misura circa 16 mila metri quadri, conta inoltre diverse aree per trattamenti personalizzati (sauna, bagno turco, massoterapia) un bar, un ristorante e un'area ipogea che richiama le origini romane del luogo grazie a un frigidarium, un calidarium e un tepidarium.
Inoltre alle terme di Cerreto ci si può coccolare con un'ampia varietà di trattamenti e di discipline bio-naturali come massaggi thailandesi, ayurvedici, al cioccolato e con pietre calde. La cucina del ristorante, curata dallo chef  Mario Costanzo, è rigorosamente a chilometro zero.
Le acque sulfuree della Valnerina sono state analizzate per la prima volta nel 1862 dal professor Sebastiano Purgotti di Perugia, che definì l'acqua di Cerreto un eroico rimedio per affezioni intestinali e urinarie, artriti e malattie della pelle. 
E' proprio per sfruttarne i benefici, nel 1887, vennero edificate le prime terme, che consistevano in un lungo edificio con un portico alla base del colle di Fergino, in piena Valnerina. Ci furono poi tanti rimaneggiamenti della struttura originaria, ma il restauro definitivo, più volte bloccato, anche dal terremoto del 1997, arriva a conclusione solo oggi: il nuovo complesso termale è stato adeguato con criteri di miglioramento sismico ed è ora pronto a ricevere i turisti.




giovedì 20 ottobre 2016

Inedite emozioni tra i colori d’autunno in Trentino

Hydrotour Dolomiti
L’acqua è fonte di vita, ed è anche fonte di energia. Uno dei modi più puliti per produrre elettricità è proprio la forza naturale dell’acqua, e il Trentino, come sempre attento all’ecologia, è anche terra di centrali idroelettriche. Con Trentino Guest Card, le visite alla Centrale Santa Massenza e alla Centrale di Riva del Garda sono scontate del 40% sui biglietti adulti e sui pacchetti famiglia.

Museo Pietra Viva
Un viaggio guidato dai simpatici gemelli Pallaoro, esperti di minerali a livello internazionale. Il museo offre esposizioni, esperienze sui minerali e la ricostruzione del più grande geode (cavità naturale nella roccia rivestita di cristalli) rinvenuto dai due fratelli. I metalli raccontano la storia della valle del Fersina, con spunti su pratiche dell'età del rame, usanze e stili di vita tipici.

Trento sotterranea
Sotto al centro storico di Trento, ecco l’antica Tridentum romana. Duemila anni di storia, 1.700 mq di ricostruzione degli spazi pubblici e privati, delle strade e dei mosaici della splendida antenata di Trento. Un’altra suggestiva sorpresa del sottosuolo è la Basilica Paleocristiana di San Vigilio, sotto l’omonima cattedrale odierna, edificio di passaggio dalla Trento antica a quella medievale.

Canyon Rio Sass
Fondo, capoluogo dell’Alta Valle di Non, è tagliato in due da un canyon spettacolare. Visitalo con un percorso di passerelle a sbalzo e scale, caschetto e mantellina impermeabile forniti dalla guida. Due ore di pura emozione pura su un percorso sicuro di 1.200 metri che ti donerà una visuale unica sullo spettacolo del canyon naturale. Prenotazione obbligatoria: clicca e scopri come fare.

Castel Stenico
Dal profilo austero ed elegante, il castello è stato un possedimento dei Principi Vescovi di Trento dal XII secolo e sede del capitano che amministrava il territorio circostante. Fuori dai circuiti tradizionali di visita, Castel Stenico è vicino alle Terme di Comano, e nel suo circondario si svolgono feste enogastronomici a base di invitanti prodotti locali come la “ciuìga”, le patate, le noci.

Cantine Rotari
Perfettamente inserite nel morbido paesaggio di vigneti della Piana Rotaliana, le Cantine Rotari aprono i propri locali moderni, dove botti, barriques e bottiglie disegnano gli spazi e raccontano essenza e vocazione di questa terra. La visita percorre la storia del Rotari TrentoDoc, dalla vigna alle bottiglie, e finisce con una degustazione guidata di due vini abbinati a prodotti tipici trentini.

venerdì 23 settembre 2016

Serifos: la Grecia fuori catalogo

Serifos
Un unico boutique hotel con vista sulla Chora bianca abbarbicata sulla montagna, un nuovissimo eco resort a pochi passa dalla spiaggia e un nugolo di case in pietra e design che si affittano per vacanze esclusive. Serifos è la Grecia fuori catalogo, quella che conoscono e frequentano solo gli ateniesi più sofisticati. Defilata, malgrado sia a due ore di nave dal Pireo, è la meta per chi cerca privacy, bellezza, romanticismo. Baie deserte, mare color smeraldo, il cielo azzurro spazzato dal meltemi e le taverne sulla spiaggia, con tavoli di legno e sedie impagliate. Ex isola mineraria, si è conservata pressoché intatta: dal mare appare aspra e selvaggia, con baie profonde e ripidi crinali. Non è modaiola e affollata come la vicina Sifnos: gli alberghi si contano sulle dita di una mano, le spiagge non hanno stabilimenti con lettini e ombrelloni. C'è poca vita notturna e si concentra negli sparuti baretti lungo il porto e in un paio di locali nell'antica Chora, l'antico borgo, con insegne scritte solo in greco.
Chi sceglie Serifos lo fa per stare lontano dalla ribalta, per vivere di mare e natura. Una natura che un programma europeo di conservazione della biodiversità del Mediterraneo tutela da oltre 10 anni. Qui la parola chiave è conservazione. La ricettività dell'isola è limitata e preserva le spiagge da eccessivi affollamenti; anche in pieno agosto si pianta un ombrellone se il meltemi lo consente in solitudine. Ma è l'interno che riserva le sorprese più inaspettate. Serifos, un'isola di passeggiate e di trekking, una delle poche in tutte le Cicladi, che offre una rete di sentieri e antiche mulattiere opportunamente tracciate e segnalate. Si contano almeno sette percorsi che l'attraversano da nord a sud e da est a ovest passando per la Chora e il porto di Livadi. L'isola vive di una doppia anima, agricola e radical chic: da una parte gli abitanti che continuano a coltivare fazzoletti di terra scoscesi e sferzati dal vento, ad allevare capre e fare formaggi; dall'altra i pochi forestieri che piantano radici eleggendo qui il proprio buen retiro.
Coco Mat Eco Residence
Luogo romantico e di una bellezza rara è il nuovo complesso della baia di Vagia, sul versante meridionale dell'isola: un eco-residence ricavato da 13 case ristrutturate di recente con accesso alla spiaggia, bar e ristorante.
Si chiama Coco Mat Eco Residence e appare come mimetizzato nella roccia ferrosa: fuori solo pietre, dentro un design essenziale e raffinato che non tradisce lo spirito semplice del luogo. Il mare è a pochi passi.
Hotel Rizes
L'Hotel Rizes è lunico boutique hotel, giusto equilibrio di stile minimal e suggestioni greche. Vista spettacolare sulla Chora, piscina panoramica, interni molto curati, l'albergo offre 14 ampie camere con patio e terrazza e due suite con piscina privata.
monastero Taxiarchon
A pochi passi c'è la baia di Agios Sostis, abbastanza protetta dai venti, orlata dai tamerici e dal mare turchese. Vi si arriva percorrendo uno sterrato in auto e poi un breve sentiero a piedi. Sullo stesso tratto di costa, Psili Ammos, con le sue dune di sabbia fine, dove fioriscono i gigli marini e le immancabili tamerici, è considerata tra le più belle dell'Egeo. Sulla spiaggia vale la pena di fermarsi da Manolis, tipica taverna greca con tavoli e sedie impagliate, buona cucina locale con orto proprio. Nikoylias, a Platis Gialos, è un altro posto incantevole: una manciata di tavoli di legno tra la roccia e il mare, tovaglie a quadri, servizio essenziale e, nella sala interna, vecchie fotografie che ricordano l'isola come era negli anni Quaranta e Cinquanta, quando erano attive le miniere di ferro e non era ancora arrivato il turismo.
Megalo Livadi
Serifos è un'isola piuttosto grande ed è consigliabile noleggiare un auto per esplorare in libertà le spiagge e i piccoli villaggi interni, come Galani, Kentharcos e, ancora, Panagià, dove l'emporio casa Vitos propone capperi e miele dell'isola. Sulla strada che collega Galani e Kentharcos si incontra il monastero Taxiarchon, intitolato ai santi Michele e Gabriele, patroni dell'isola.
Oltre le mura spesse e la piccola porta di legno si svela una cittadella-fortezza, con i suoi passaggi stretti e i gradini imbiancati a calce, il forno per il pane e le macine. Fu costruito nel XV secolo e oggi solo un pope gentile e qualche gatto abitano quest'oasi di silenzio e raccoglimento, dove anche il meltemi taci. Il pope accoglie i visitatori e apre i volentieri la chiesa che custodisce una collezione di ex voto, manoscritti e dipinti. Sulla costa sud-occidentale c'è Megalo Livadi, nel XIX secolo era il porto principale dell'isola e il centro minerario: oggi è un pittoresco villaggio sul mare, con pochi abitanti e la bella chiesa bizantina di Agios Ioannis Battista, con affreschi seicenteschi. Ma il vero gioiello di Serifos è la Chora, tra le più belle e intatte delle Cicladi, con le tipiche casette bianche abbarbicate alla roccia scura, i resti del castro veneziano e la chiesa di Sant'Athanasio. Vi si arriva con l'autobus di linea dal porto di Livadi, una vecchia corriera che ha il suo fascino, o a piedi, in un'ora di cammino che alterna scale e strada. Ci si aggira tra i vicoli stretti e scale dove l'unico shopping è un vecchio panificio, un ciabattino di altri tempi, un paio di negozietti e, all'ingresso del Kastro, il minuscolo spazio di Lotzia, dove si comprano capperi, vino locale e piccolo artigianato.
Livadakia 
Nella piazzetta su cui si affaccia il municipio, in stile neoclassico, ci sono un paio di taverne e il più grazioso Stou Stratou, bar e ristorante con uno spazio interno molto gradevole e tavolini all'esterno, dove è piacevole fermarsi a tutte le ore per una colazione greca o per un drink.
Bisogna andare sul porto di Livadi per trovare un pò più di vita, negozi di souvenir e accessori moda, baretti, internet cafè e ristoranti sul mare. Karnayia è un posticino dalle atmosfere vintage dove, sul bancone del bar, insieme a shaker e bicchieri, c'è un impianto per vecchi dischi in vinile: una collezione, come si legge entrando, di "unforgettable music", per accompagnare breakfast greco, piatti veloci e cocktail serali.
Kalo Ambeli
Gli habitué dell'isola preferiscono però fare vita di casa o frequentare i ristoranti della Chora, più defilati e tranquilli, come Oi Plaques, piccola trattoria a conduzione famigliare, con orto e allevamento proprio e vista sugli antichi mulini; o Aloni, con ampia sala interna, curata e accogliente, pochi tavoli all'esterno con vista strepitosa sul porto e l'Egeo.
Una novità è Marathoriza, piccolo ristorante di pochi tavoli, la cui specialità è il capretto. A Livadi attraccano i traghetti che arrivano dal Pireo e dalle altre isole; è il centro più turistico dell'isola, il più vivace, ma riserva comunque indirizzi inattesi come la casa-fattoria di Rita Paraskevovopoulou, che alleva capre e produce formaggi, sia freschi sia stagionali nelle foglie di timo, secondo una vecchia ricetta locale. Nell'emporio si comprano anche capperi, pomodori secchi, miele, marmellate. A 300 metri, la spiaggia di Livadakia è baia ampia e protetta, servita da baretti e ristoranti. Chi è alla ricerca di romanticismo raggiunge l'insenatura di Kalo Ambeli, appartata e selvaggia, sulla costa sud occidentale, per nuotare in solitudine e in un mare dalla sfumature spettacolari. Si trova a pochi chilometri dal porto, lungo la strada che conduce a Ganema. Con l'auto si arriva fino a un certo punto, poi bisogna procedere a piedi lungo un sentiero a tratti ripido e roccioso, tra muretti a secco e cespugli bassi. La bellezza del posto ripaga ogni fatica e il consiglio è di fermarsi fino al tramonto. Senza fretta, perché Serifos non è un isola da consumare velocemente.












sabato 17 settembre 2016

Grecia: navigando a vele spiegate fra le Sporadi settentrionali

Definite concordemente le Galapagos del Mediterraneo, le Sporadi, ultimo paradiso dell'Egeo settentrionale, sono totalmente diverse dalle altre isole Greche. Persino il meltemi sembra aver un occhio di riguardo per questo arcipelago vicino alla Tessaglia. 
La porta d'ingresso per queste isole divise tra le regioni della Magnesia e dell'Eubea è Skiathos, dove si concentra la maggior parte delle basi nautiche dei charter a vela. 
 Skiathos
Bananà beach - Skiathos
L'aeroporto dista solo due chilometri dall'approdo nel cuore dell'isola, con le banchine di fronte al lastricato corso principale dedicato ad Alexandros Papadiamantis, lo scrittore che ha scelto le Sporadi come sfondo per le sue novelle. La sua casa, trasformata in un museo, sorge in una delle traverse, segnalata orgogliosamente a ogni angolo di strada. Skiathos non dorme mai e il brulicante popolo della notte si divide tra Bourtzi, l'isolotto accanto alla terraferma con i resti di un kastro veneziano del XIII secolo, convertito in un suggestivo teatro all'aperto, e piazza Trion Hierarchion, dove si affacciano le discoteche e i bar per i tiratardi dell'isola. 
Porticciolo di Loutraki - Skopelos
La musica techno dell'Admiral Benbow e le note rock del Kentravos arrivano fino alle barche ormeggiate in rada, coprendo quelle più discrete delle taverne, dove si suona il bouzouki, strumento tradizionale simile al liuto. In realtà la movida di quest'isola inizia già dal pomeriggio sulla spiaggia di Bananà, sul versante settentrionale, dove il profumo di anisette dell'ouzo, si mescola alle resine dei pini e all'acqua salmastra sollevata dalle brezze pomeridiane. I surfisti si ritrovano invece sulla spiaggia di Agia Eleni, sulla costa nord-occidentale, quando il tam-tam del'onda sollevata dall'arrivo del meltemi si diffonde in modo virale allo Slip Inn Casablanca, uno dei più famosi caffé del porto, dove si serve il miglior Mojito dell'isola. 
Spiaggia di Panoramos - Skopelos
Mollati gli ormeggi dal porto di Skiathos si lascia alle spalle anche la frenetica vita notturna dell'isola. Skopelos è incredibilmente diversa. Qui il tempo non corre veloce, ma resta sospeso, con la natura che ne scandisce i ritmi. Risalendo, la penisola di Glossa, verso nord, è l'unico tratto di circa sei miglia da percorrere con il vento di prua. La costa alta sembra proteggere le foreste di pini e, l'infilata di vigneti aggrappati ai pendii dei rilievi rocciosi che, secondo il mito, furono introdotti per la prima volta da Staphylos, il figlio di Arianna e Dioniso.
Limnonari
Il porticciolo di Loutraki, sul versante ovest, è un mosaico di case bianche dai tetti rossi e dalle porte color turchese, che circondano il molo sempre affollato da barche in transito. La Flisvos Taverna è tra gli indirizzi preferiti dai charter che navigano su questa rotta per la sua taramasalata, tipico antipasto a base di uova di capra. Dalla terrazza dell'Agnanti Restaurant, conosciuto per il suo prelibato maiale alle prugne, si gode la vista della baia che si illumina con le prime ore della sera.
A poca distanza dal porto, Villa Geraki, può sostituire qualche notte in cuccetta. E' completamente immersa in un boschetto di pini, cipressi, alberi d'ulivo e filari di Retsina; dalla sua piscina lo sguardo spazia sulla macchia mediterranea, punteggiata da papaveri rossi, che la circonda e alimenta la piccola produzione erboristica dell'isola. A sud-ovest la lingua di spiaggia di Milia, di fronte all'isola di Dassia, muta la sua forma con il gioco delle correnti, mentre la sabbia chiara di Panoramos, si distende all'interno di una grande baia.
Agnondas
Tra luglio e agosto i turisti la affollano al tramonto per poi dileguarsi, lasciando il posto agli yacht, che si godono la luce dorata dell'ultimo sole.
Limnonari resta un piccolo gioiello di spiaggia, rimasta più riservata per l'inaccessibilità da terra. E' amata dagli yachtsman per un solitario bagno alle prime ore del mattino. L'alternativa all'ormeggio di Loutraki è la baia di Agnondas, a sud-ovest dell'isola. Questo riparato angolo di mare viene considerato come il terzo porto di Skopelos, dove persino i traghetti danno ancora quando le condizioni meteo peggiorano. Il pontile in legno in fondo alla baia consente l'ormeggio temporaneo dei caicchi e dei tender, ma anche di qualche peschereccio che al tramonto riordina le reti sulla spiaggia di ghiaia. Non ci sono orari per la Fish Tavern Pavlos ai cui tavoli, all'ombra dei tamerici, si alternano clienti e pescatori per un bicchiere di Retsina e un piatto di polpo con le patate.
Sentoukia
Alonissos
A nord-est, il porto principale di Skopelos non è tra gli ormeggi migliori sia per gli infiniti lavori di dragaggio, sia per la pessima protezione in caso di meltemi. Tuttavia è la soluzione ideale per immergersi nell'atmosfera del dedalo di anguste stradine, che si inerpicano tra le vecchie case aggrappate alla collina a formare una specie di anfiteatro, dominato dai resti di un palazzo veneziano. L'unico traffico che anima il minuscolo centro è fatto di pedoni e di asini che trasportano sacchi di prugne. L'ombelico della cittadina è piazza Souvaki, con il gigantesco platano e il mercato all'aperto, dove si fa cambusa con poche decine di euro. Il Ta Kymata O Angelos è più vecchia taverna di Skopelos e, pur avendo rinnovato i suoi locali, è riuscito a conservare l'impronta tipicamente isolana anche nella cottura dei suoi piatti, con un antico forno a legna.
Ormos Kyra Panagia
A far tendenza, tra gli indirizzi del nuovo corso, è l'Oionos Blue, minuscolo bar all'interno di una casa con una nutrita carta di birre, cocktail e buona musica jazz. Dal paesino di Pyrgos si raggiunge Sentouukia in circa mezz'ora di cammino. Un trekking appagante per la presenza delle Tombe dei re, monumento dei governanti dell'isola, scavato nelle rocce con vista sulla frastagliata penisola Calcidica, l'antica Tessalonica.
Nelle calde giornate estive, il profumo intenso del lentisco e della salvia selvatica arriva in barca nella rotta di avvicinamento verso Alonissos.
Doppiato Capo Marpounta, il primo porto dell'isola è Patitiri, sul versante meridionale. Le case sono un caleidoscopio di colori che si riverberano nelle acque trasparenti. Una rara politica attenta all'ambiente ha fatto dotare di pozzi neri ogni singola abitazione. La stessa attenzione è stata riservata al Parco Marino, con un progetto di protezione delle acque introno ad Alonissos, arrivato nel 1992 per tutelare la foca marina e l'habitat di 33 specie di uccelli marini. In cima alla collina, nella città vecchia, Hayiati, più che un negozio di dolciumi, è un viaggio gastronomico accompagnato da buona musica. Lasciato il porto di Patitiri, l'isoletta di Peristeri, è la frontiera per il Parco Marino, off limits per i traghetti e impervio territorio delle antiche capre kri kri. Da Peristiri, separata da una braccio di mare da Alonissos, la rotta prosegue per Pedagos o Kyra, Panagia, a 12 miglia da Patitiri. E' tra gli approdi più sicuri di tutto il Parco, con le sue insenature dove mettersi alla fronda anche di notte. L'isola, bassa e ondulata, è ricoperta di cespugli piegati dal vento e di piante aromatiche. A sud si apre la grande insenatura di Ormos Kyra Panagia, segnalata all'ingresso del faro dell'isolotto di Pelerissa.
Nel brullo versante nord la spettacolare baia di Planitis, sembra un atollo con acque trasparenti e immobili. Gioura è l'isolotto fortezza delle Sporadi: una montagna che emerge dall'Egeo come un Giano bifronte, con un versante ricoperto di fitta macchia mediterranea e l'altro arido e glabro. E' l'unica isola abitata da guardie forestali: hanno la custodia delle ultime capre kri kri dal manto caffelatte, ma sono disponibili anche a guidare i visitatori alla spettacolare Grotta del Ciclope, quella di Polifemo. Lasciata Gioura, si naviga verso la più settentrionale delle isole, Psathoura, piatta, coperta di asfodeli e dei resti di una città sommersa. Con il mare calmo, la baia meridionale è una spettacolare piscina turchese. Quindici miglia più a sud, Skantzoura è un labirinto di lingue di terra rocciosa che franano a mare formando un arcipelago in miniatura.